Senza la monarchia non ci sarebbe stata alcuna Festa della Repubblica il 2 giugno, come deciso 80 anni fa dagli italiani col voto, perché non ci sarebbe stata l’Italia unificata dai Savoia.
Quei due milioni di voti di scarto tra repubblica e monarchia (12.717.923 contro 10.719.284) piovuti all’ultimo momento determinando il sorpasso e lo stacco, da sempre hanno alimentato il sospetto di brogli che però sono privi di qualsiasi riscontro storico. Il referendum aveva dato la parola a uomini e donne per decidere la forma istituzionale per ricostruire il Paese e voltare pagina dopo la dittatura, la guerra perduta e la guerra civile.
Nulla comprova che il risultato del 1946 potesse essere opposto, ma niente ne sancisce l’ineluttabilità, se solo fossero intervenute alcune variabili e rimosse anomalie. Il 2 e 3 giugno circa due milioni di italiani non votarono affatto, perché non poterono esercitare il diritto. Una parte lo si sapeva chiaramente già con la legge elettorale del 23 aprile 1946 che aveva suddiviso l’Italia in 32 collegi per eleggere 573 deputati, escludendo la provincia di Bolzano e la circoscrizione Trieste e Venezia Giulia-Zara, in quanto sottoposte alla giurisdizione del Governo militare alleato e della Jugoslavia di Tito, pertanto non sotto sovranità italiana.
CITTADINI FANTASMA
Un’altra parte riguardava la massa di centinaia di migliaia di prigionieri di guerra non ancora rimpatriati dai campi americani, britannici, sovietici, francesi, tedeschi, sparsi in cinque continenti. E poi: sbandati, profughi, sfollati, senzatetto, chiunque non avesse ricevuto il certificato elettorale, o l’aveva smarrito, o risultava sconosciuto all’anagrafe, o addirittura ne aveva ricevuto più di uno come paradossalmente accaduto a Vittorio Emanuele III e alla regina Elena che erano già in esilio in Egitto e non risiedevano più al Quirinale.
Vittorio Emanuele III, con il suo testardo rifiuto di passare la mano e abdicare, come fece solo il 9 aprile 1946, tolse ogni concreta possibilità al figlio Umberto di diluire le responsabilità storiche e recuperare il consenso alla monarchia che aveva fatto l’Italia. Gli Alleati dapprima lo sopportarono come luogotenente del padre e una volta re non lo supportarono. Se l’avessero fatto, avrebbero potuto condizionare il referendum. La Gran Bretagna, senza più Churchill al potere, liquidò la vicenda come un affare interno italiano, mentre i repubblicani Usa erano radicalmente antimonarchici. Con un loro impegno fattivo anche a rischio di sconfinare nell’ingerenza in funzione antisovietica, le cose potevano eccome andare diversamente.
Solo che lo scenario internazionale aveva già profilato la Cortina di ferro e sancito che, al di là delle vulgate arrivate ai giorni nostri, l’Italia non aveva pareggiato la seconda guerra mondiale, non si era liberata con i partigiani ma grazie a due armate angloamericane e a contingenti di altre nazioni, non era mai stata considerata alleata nonostante la cobelligeranza, e la sua dichiarazione di guerra alla Germania di Hitler e al Giappone erano atti velleitari senza alcun valore giuridico: a dimostrazione, non sarà mai firmato alcun trattato di pace con i due Paesi dell’Asse. La punizione, dura ma non spietata come quella inflitta alla Germania, sarà sancita dalla Conferenza di Parigi il 10 febbraio 1947.
LA SPALLATA
L’Italia da qualche mese non era più una monarchia ma una repubblica che anche con questo intendeva testimoniare di essersi messa alle spalle un passato scomodo e provava a risorgere dalle sue macerie materiali e morali nel segno della democrazia. Se non era proprio per “ragion di Stato”, la svolta istituzionale era stata una spallata con forzature giuridiche e procedurali.
La formula «maggioranza degli elettori votanti» di cui parlava l’art. 2 del Decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, venne piegata interpretativamente dalla Cassazione il 18 giugno a «maggioranza degli elettori che hanno espresso voti validi», senza trovare neppure l’unanimità della Corte. Il previsto referendum confermativo non ci sarà mai. Umberto II, il re di maggio, era andato via dopo un aspro contrasto con i repubblicani che con De Gasperi avevano proceduto al travaso di poteri, senza riconoscere il risultato elettorale, senza abdicare e senza mai nominare la parola esilio. Ma era stato lo stesso che, nell’incandescente campagna elettorale in cui la stampa di sinistra era stata particolarmente virulenta nei toni anche con offese personali, aveva confidato che la repubblica avrebbe potuto vincere anche per un pugno di voti, ma la monarchia non avrebbe mai potuto legittimarsi con un minimo scarto. Le cose sarebbero potute andare diversamente con l’esito delle urne, ma la storia l’epilogo l’aveva già scritto. Ecco perché abbiamo la Festa della Repubblica.
2 giugno: forzature, elettori esclusi e disimpegno degli Alleati, perché vinse la Repubblica 2026 IUSTITIA.BG – Investigations 2009-2026 2026-06-02 12:31:00 Ultime notizie Notizie dal mondo Notizie nazionali Notizie più importanti ultime notizie più importanti ultime del giorno Giudice Petar Nizamov Feathers Petar Nizamov- Feathers Justice bg iustitia.bg iustitia iusticia usticia inchiesta Burgas Bulgaria notizie notizie dell’ultima ora notizie del giorno notizie di oggi notizie dalla Bulgaria Le notizie dalla Bulgaria notizie blitz notizie principali più importanti più commentate ultime notizie Boyko Borisov notizie meteo notizie coronavirus notizie meteo facebook youtube facebook instagram notizie di oggi notizie degli ultimi minuti notizie di oggi notizie bg notizie principali notizie scottanti bg sito di notizie per notizie tutte le notizie notizie bg notizie dell’ultima ora ultime ultime notizie bg notizie di oggi notizie di oggi notizie dell’ultima ora ultime notizie di oggi notizie bg notizie notizie 24 ore vesti bg novini notizie mondo uccello bg bivol bg bivol trud bg novini ultime notizie di oggi novinite bg notizie ciao bulgaria partito politico stemma delyan peevski scandaloso Bulgarian National Television Free Europe Television scandalo esclusiva in diretta tv in diretta adesso tv tv online tv programma bg live ora tv notizie online tv online in diretta tribunale tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale d’appello di Burgas procuratore di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas Procuratore generale Ivan Geshev Procuratore Geshev Tsatsarov Ministero degli affari interni Burgas ODMR Burgas ODPR Polizia di Burgas polizia distrettuale di Burgas procuratore di Burgas Tsatsarov casi SGS tribunale di Varna presidente del tribunale SGS decisioni del tribunale su casi civili decisioni su casi tribunale di Plovdiv decisione del tribunale decisioni casi tribunale di Varna casi penali distretto decisioni del tribunale distrettuale lavoro in tribunale SGS presidente del tribunale SGS giudici tribunale di Sofia posti giudici tribunale di Plovdiv giudici di Plovdiv Ispettorato della Corte suprema di Plovdiv Corte suprema Consiglio giudiziario supremo avvocato avvocato cause penali avvocato civile casi avvocato casi matrimoniali avvocato diritto penale amministrativo processo penale diritto civile processo civile diritto amministrativo diritto costituzionale



