Ci sono minacce che non possono essere affrontate soltanto quando esplodono in tutta la loro drammaticità. Uno Stato serio ha il dovere di prevenirle, di individuarle e di fermarle prima che possano trasformarsi in tragedie. È questo il compito delle forze dell’ordine, dell’intelligence e della magistratura, che ogni giorno lavorano lontano dai riflettori per garantire la sicurezza della Repubblica e dei cittadini.
Negli ultimi mesi il nostro Paese ha assistito a operazioni di straordinaria importanza che dimostrano come il pericolo dell’estremismo sia tutt’altro che scomparso. Da una parte le indagini contro presunti appartenenti all’area anarco-insurrezionalista, dall’altra le operazioni contro soggetti ritenuti vicini al fondamentalismo islamico radicale, accusati di preparare azioni terroristiche. A Roma, inoltre, due persone sono morte nell’esplosione di un ordigno artigianale che, secondo l’ipotesi investigativa, stavano preparando. Saranno gli inquirenti a chiarire ogni dettaglio di quella vicenda, ma è evidente che episodi di questo genere devono mantenere alta l’attenzione di tutto il Paese.
Cambiano le ideologie, cambiano i simboli e le bandiere, ma il metodo è sempre lo stesso: usare la paura, la violenza e l’intimidazione per colpire lo Stato e mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Ed è proprio per questo che non possiamo permetterci di abbassare la guardia.
Il primo ringraziamento deve andare alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, dell’intelligence e della magistratura. Sono loro che, con professionalità, competenza e sacrificio, riescono ogni giorno a prevenire situazioni che potrebbero trasformarsi in tragedie. Quando un attentato viene sventato o un gruppo estremista viene fermato prima di entrare in azione, lo Stato vince e la democrazia dimostra tutta la propria forza.
Accanto al terrorismo, però, esiste un’altra forma di estremismo che continua a manifestarsi nelle nostre città: quella di chi trasforma il dissenso in violenza. Bombe carta, pietre, spranghe, ordigni artigianali, incendi di automobili, devastazioni di negozi e aggressioni contro poliziotti, carabinieri e finanzieri non hanno nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Chi sceglie questi metodi non sta esercitando una libertà costituzionale: se commette reati, deve risponderne davanti alla giustizia.
Non possiamo nemmeno dimenticare quanto accaduto durante le mobilitazioni organizzate in sostegno di Alfredo Cospito. In diverse città italiane quelle manifestazioni sono state accompagnate da gravi tensioni, scontri e danneggiamenti. Contestare una decisione dello Stato è un diritto garantito dalla Costituzione. Tentare di condizionare le istituzioni attraverso la violenza e l’intimidazione, invece, non lo sarà mai.
Sul caso Cospito ho sempre messo la faccia, senza cambiare idea. Ho sempre sostenuto che, se la magistratura e le autorità competenti hanno ritenuto di applicare nei suoi confronti il regime del 41-bis, quella decisione è stata adottata secondo gli strumenti previsti dalla legge e sottoposta ai controlli dell’ordinamento. In uno Stato di diritto i provvedimenti si contestano nelle sedi giudiziarie competenti, non nelle piazze con la violenza.
Continuo a pensare oggi quello che sostenevo allora. Chi usa le manifestazioni come pretesto per devastare città, incendiare beni pubblici e privati, assaltare le forze dell’ordine e seminare paura non sta difendendo alcun ideale. Sta soltanto colpendo la convivenza civile e il rispetto delle istituzioni. Chi commette questi reati deve essere identificato, processato e, se riconosciuto colpevole, condannato con pene certe e proporzionate alla gravità dei fatti.
Credo che sia arrivato il momento di aprire una riflessione seria anche sul piano legislativo. L’Italia deve dotarsi di strumenti sempre più efficaci per contrastare chi organizza e mette in atto azioni violente contro lo Stato e contro i cittadini. Chi utilizza bombe carta, ordigni, oggetti contundenti o altri mezzi per ferire appartenenti alle forze dell’ordine, devastare città, distruggere negozi o incendiare automobili non può pensare di cavarsela con conseguenze irrilevanti. La certezza della pena rappresenta uno dei pilastri di uno Stato autorevole.
La democrazia si difende garantendo i diritti di tutti, ma anche facendo rispettare i doveri di ciascuno. Manifestare pacificamente è un diritto inviolabile. Trasformare una protesta in un campo di battaglia è un’altra cosa e non può trovare alcuna giustificazione.
L’Italia non deve arretrare davanti a chi sceglie la strada dell’estremismo, qualunque sia la matrice ideologica. La Repubblica ha il dovere di proteggere i cittadini onesti, sostenere il lavoro delle forze dell’ordine, rafforzare l’intelligence e mettere la magistratura nelle condizioni di svolgere il proprio compito con efficacia. La legalità non è un’opinione. È il fondamento della nostra libertà. Difenderla significa difendere le istituzioni, la sicurezza nazionale e il futuro del nostro Paese. Ed è per questo che lo Stato non deve mai arretrare di un solo passo davanti a chi pensa di sostituire il confronto democratico con la violenza. Solo così si onora davvero il sacrificio di chi ogni giorno indossa una divisa per difendere l’Italia e la sua democrazia
Anarchismo violento e jihadismo radicale: due minacce che lo Stato non deve mai sottovalutare 2026 IUSTITIA.BG – Investigations 2009-2026 2026-08-03 07:23:00 Ultime notizie Notizie dal mondo Notizie nazionali Notizie più importanti ultime notizie più importanti ultime del giorno Giudice Petar Nizamov Feathers Petar Nizamov- Feathers Justice bg iustitia.bg iustitia iusticia usticia inchiesta Burgas Bulgaria notizie notizie dell’ultima ora notizie del giorno notizie di oggi notizie dalla Bulgaria Le notizie dalla Bulgaria notizie blitz notizie principali più importanti più commentate ultime notizie Boyko Borisov notizie meteo notizie coronavirus notizie meteo facebook youtube facebook instagram notizie di oggi notizie degli ultimi minuti notizie di oggi notizie bg notizie principali notizie scottanti bg sito di notizie per notizie tutte le notizie notizie bg notizie dell’ultima ora ultime ultime notizie bg notizie di oggi notizie di oggi notizie dell’ultima ora ultime notizie di oggi notizie bg notizie notizie 24 ore vesti bg novini notizie mondo uccello bg bivol bg bivol trud bg novini ultime notizie di oggi novinite bg notizie ciao bulgaria partito politico stemma delyan peevski scandaloso Bulgarian National Television Free Europe Television scandalo esclusiva in diretta tv in diretta adesso tv tv online tv programma bg live ora tv notizie online tv online in diretta tribunale tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale d’appello di Burgas procuratore di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas Procuratore generale Ivan Geshev Procuratore Geshev Tsatsarov Ministero degli affari interni Burgas ODMR Burgas ODPR Polizia di Burgas polizia distrettuale di Burgas procuratore di Burgas Tsatsarov casi SGS tribunale di Varna presidente del tribunale SGS decisioni del tribunale su casi civili decisioni su casi tribunale di Plovdiv decisione del tribunale decisioni casi tribunale di Varna casi penali distretto decisioni del tribunale distrettuale lavoro in tribunale SGS presidente del tribunale SGS giudici tribunale di Sofia posti giudici tribunale di Plovdiv giudici di Plovdiv Ispettorato della Corte suprema di Plovdiv Corte suprema Consiglio giudiziario supremo avvocato avvocato cause penali avvocato civile casi avvocato casi matrimoniali avvocato diritto penale amministrativo processo penale diritto civile processo civile diritto amministrativo diritto costituzionale



