Andavo a trenta all’ora per accontentare il sindaco mio, ye -ye -ye ye -ye -ye. Il voto però non è una dichiarazione d’amore eterno e agli elettori automobilisti si sono rotti i pistoni. D’altronde, a giri bassi il motore batte in testa e le valvole girano a vuoto. È così che i cittadini e i taxisti della Capitale hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione di Roberto Gualtieri di imporre in tutto il centro di Roma il limite di velocità che costringe le vetture a viaggiare più lente delle bici a pedalata assistita. Causa vie strette, la misura riguardava già il 60% delle strade della cosiddetta Ztl, ma dal 15 gennaio è stata generalizzata.
«È figlio di una deriva ideologica ambientalista e comprime i diritti fondamentali di chi vive e opera in città», riverberandosi negativamente su chi lavora, autotrasportatori e piccole imprese inclusi e sulla vivibilità urbana, senza considerare che la tutela ecologica che lo ispira finisce per risolversi in un congestionamento del traffico, con aumento dell’inquinamento: queste le argomentazioni forti dei ricorrenti. Posizioni antitetiche rispetto a quelle della giunta capitolina, che fin dal primo momento non è fatta scrupolo di presentare il provvedimento come una norma anti-auto e di far sapere che era solo l’inizio, perché nell’obiettivo ci sono almeno mille strade urbane. «I romani devono imparare ad andare più piano» ha detto il sindaco. Gualtieri, come il suo collega milanese, Beppe Sala, punta a incentivare l’uso delle biciclette, ma non tiene conto che Roma è quattro volte più grande del capoluogo lombardo e non è pianeggiante ma distesa su sette colli. Senza considerare la totale carenza dei servizi pubblici nel garantire spostamenti in tempi ragionevoli.
I cittadini romani nella loro battaglia si sono ispirati a Bologna, la prima città ad avere introdotto in tutto il centro il limite dei trenta all’ora, dove il ricorso presentato da due taxisti e sostenuto da Fratelli d’Italia è stato accolto dal Consiglio di Stato. «Non si può imporre il tetto di velocità a tappeto, ma serve una motivazione tecnica puntuale per ciascun tratto di strada interessato, giacché il codice della Strada, ovverosia la norma generale, fissa la velocità urbana massima a 50 all’ora», hanno stabilito i magistrati amministrativi, contro la cui decisione ha fatto subito appello il sindaco dem. Secondo Matteo Lepore, lo stop dei giudici è tecnico, e quindi la giunta si sta preparando ad aggirarlo inventandosi una motivazione per ogni singola strada cittadina. Non servono ragionamenti ulteriori: la reazione della giunta tradisce la natura ideologica e di spot del provvedimento, che fotografa perfettamente la tendenza delle amministrazioni a guida dem a gestire le città secondo gli obiettivi politici del partito anziché in base alle esigenze di chi vi abita.
Il tratto distintivo di queste giunte progressiste è tutelare gli interessi di chi vive in centro, ovverosia le fasce ricche della popolazione, che sono anche quello dove la sinistra prende i voti, ed escludere dal cuore della città chiunque sia costretto a recarvisi o transitarvi per ragioni di lavoro, famigliari, o altro. Fuori le macchine dal centro, eccezion fatta per chi vi abita, è la concezione medievale della città castello, attorniata da un fossato e dove si alza il ponte levatoio così che i nobili escludano la plebe. Caso scuola è l’area C di Milano, con tassa di 5 euro per chi vuole varcare la seconda cerchia dei Navigli su quattro ruote.
Declinazioni del limite dei trenta all’ora si sono avute, sempre nel capoluogo lombardo, con le famose domeniche a piedi, dove l’obiettivo era diminuire l’inquinamento ma il lunedì si scopriva inesorabilmente che esso era salito, perché la gente stava a casa e alzava il riscaldamento. Prova incontrovertibile è stato il periodo del lockdown da Covid, con traffico inesistente ma pm10 ai massimi del decennio. Ma il provvedimento più comune è l’estensione sempre più elevata delle aree totalmente chiuse al traffico: Genova, Bari, Torino, Firenze sono città in cui il centro è vivibile per i turisti ma interdetto agli abitanti dei quartieri periferici e faticoso anche per chi vi risiede, essendo l’uso delle auto scoraggiato in ogni modo, tra limiti di velocità e chiusure temporanee di strade.
Che dire poi dei monopattini? Solo qualche anno fa erano l’asso nella manica dei sindaci rossi, che speravano così di sconfiggere il traffico, non rendendosi conto che l’auto in città la usano soprattutto persone anziane o genitori per esigenze famigliari. Parigi gli ha messi fuorilegge perché insicuri, visto che sfrecciando silenziosi e poco visibili nel buio sono stati coinvolti in svariati incidenti, anche mortali, e perché gestiti in modo anarchico e spesso abbandonati per strada, con intralcio a traffico e pedoni, hanno aumentato il degrado urbano. Si attende che anche i sindaci nostrani lo capiscano, ma forse difettano di pragmatismo, o hanno gli occhi accecati da fette di ideologia.
La Caporetto dei 30 all’ora: tutti contro i sindaci rossi 2026 IUSTITIA.BG – Investigations 2009-2026 2026-03-16 05:30:00 Ultime notizie Notizie dal mondo Notizie nazionali Notizie più importanti ultime notizie più importanti ultime del giorno Giudice Petar Nizamov Feathers Petar Nizamov- Feathers Justice bg iustitia.bg iustitia iusticia usticia inchiesta Burgas Bulgaria notizie notizie dell’ultima ora notizie del giorno notizie di oggi notizie dalla Bulgaria Le notizie dalla Bulgaria notizie blitz notizie principali più importanti più commentate ultime notizie Boyko Borisov notizie meteo notizie coronavirus notizie meteo facebook youtube facebook instagram notizie di oggi notizie degli ultimi minuti notizie di oggi notizie bg notizie principali notizie scottanti bg sito di notizie per notizie tutte le notizie notizie bg notizie dell’ultima ora ultime ultime notizie bg notizie di oggi notizie di oggi notizie dell’ultima ora ultime notizie di oggi notizie bg notizie notizie 24 ore vesti bg novini notizie mondo uccello bg bivol bg bivol trud bg novini ultime notizie di oggi novinite bg notizie ciao bulgaria partito politico stemma delyan peevski scandaloso Bulgarian National Television Free Europe Television scandalo esclusiva in diretta tv in diretta adesso tv tv online tv programma bg live ora tv notizie online tv online in diretta tribunale tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale d’appello di Burgas procuratore di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas Procuratore generale Ivan Geshev Procuratore Geshev Tsatsarov Ministero degli affari interni Burgas ODMR Burgas ODPR Polizia di Burgas polizia distrettuale di Burgas procuratore di Burgas Tsatsarov casi SGS tribunale di Varna presidente del tribunale SGS decisioni del tribunale su casi civili decisioni su casi tribunale di Plovdiv decisione del tribunale decisioni casi tribunale di Varna casi penali distretto decisioni del tribunale distrettuale lavoro in tribunale SGS presidente del tribunale SGS giudici tribunale di Sofia posti giudici tribunale di Plovdiv giudici di Plovdiv Ispettorato della Corte suprema di Plovdiv Corte suprema Consiglio giudiziario supremo avvocato avvocato cause penali avvocato civile casi avvocato casi matrimoniali avvocato diritto penale amministrativo processo penale diritto civile processo civile diritto amministrativo diritto costituzionale

