La guerra con l’Iran non è ancora conclusa che i pianificatori militari israeliani guardano già oltre. Non per ottimismo né per pessimismo, ma per consuetudine: Israele non si è mai potuto permettere di attendere che un conflitto finisse prima di prepararsi al successivo. La domanda che si pongono oggi a Gerusalemme è lucida: dopo l’Iran, da chi dovremo difenderci?
Secondo Eric Mandel, editorialista del Jerusalem Report e direttore del Mepin, centro studi di Washington che analizza le minacce alla sicurezza israeliana, i futuri pericoli potrebbero provenire da direzioni in cui gli Stati Uniti non seguiranno Israele. Se la Turchia dovesse consolidare la propria ostilità verso lo Stato ebraico, Ankara potrebbe diventare il principale rivale strategico di Gerusalemme. La Turchia però è membro della Nato e un alleato su cui gli americani possono contare: per Washington trattarla come un nemico non è un’opzione. A complicare le cose, il memorandum d’intesa Usa-Israele – 4 miliardi di dollari l’anno in aiuti militari – prevede consultazioni preventive prima di determinate operazioni: se gli interessi divergeranno, quella garanzia diventerà un vincolo.
Analoga la questione egiziana: nonostante il trattato di pace del 1979, Il Cairo considera ancora Israele il principale avversario nelle proprie pianificazioni militari. Ma anche l’Egitto è beneficiario di ingenti aiuti americani, e i pianificatori israeliani non potranno contare sull’appoggio di Washington in un eventuale confronto con il suo esercito, il più numeroso del mondo arabo. Poi ci sono Hezbollah, Hamas, gli Houthi, i jihadisti e i Fratelli Musulmani che, insieme con la Turchia e il Qatar, formano un fronte che condivide l’obiettivo di negare la legittimità di uno Stato ebraico in Medio Oriente. Sono attori che sanno aspettare: mentre i cicli elettorali americani durano anni, l’orizzonte strategico dei nemici di Israele si misura in decenni. Fino al pogrom del 7 ottobre Israele ha adottato una strategia chiamata “falciare l’erba”, operazioni che si ripetono di generazione in generazione per contenere minacce mai definitivamente eliminate.
Il premier Benjamin Netanyahu ha cambiato impostazione: «Basta con l’idea di una “villa nella giungla” dove ci si difende dai predatori che si trovano oltre il muro», ha dichiarato di recente di fronte a ufficiali militari. «Se non andate nella giungla, la giungla verrà da voi». Si tratta, secondo alcuni analisti, della nascente “dottrina Netanyahu” che impone guerre preventive permanenti, zone cuscinetto e un uso costante della forza come unica vera garanzia di sicurezza. In questo scenario, per necessità esistenziale, Israele non può combattere con le stesse armi e le stesse dottrine di ieri. Quest’anno il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato il bilancio della difesa più alto della propria storia: 350 miliardi di shekel (circa 95 miliardi di euro) destinati a ridurre la dipendenza dai rifornimenti americani e a costruire una filiera industriale militare autonoma.
L’intelligenza artificiale è il salto più significativo: l’Unità 8200, il reparto di intelligence elettronica delle Forze armate israeliane (Idf), sviluppa sistemi capaci di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale, riducendo il lasso di tempo tra l’individuazione di un bersaglio e la decisione di colpire. Il sistema Arrow 3 sarà collegato a reti satellitari per un rilevamento dei missili balistici ancora più precoce. Illaser Iron Beam promette di rivoluzionare la difesa aerea sostituendo costosi intercettori con colpi ad alta energia. Il sistema Scorpius disturba invece radar e comunicazioni nemiche emettendo fasci elettromagnetici mirati. La tecnologia, però, non risolve né la dipendenza politica né quella operativa.
Il Capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, ha avvertito il governo che l’esercito necessita di 15mila soldati in più. «Sto lanciando dieci segnali d’allarme», ha dichiarato. «Di questo passo, Tsahal collasserà su se stesso». E al Senato americano, tre giorni fa, 40 senatori democratici su 47 hanno votato per sospendere le forniture militari a Israele nel pieno di una guerra su più fronti: quella fragile maggioranza che ha respinto le risoluzioni potrebbe non reggere alla prossima tornata. Persino Donald Trump ha già imposto a Netanyahu lo stop ai bombardamenti a Gaza e, venerdì, alle operazioni nel Libano meridionale. L’obice semovente Ro’em – prodotto interamente in Israele e impiegato per la prima volta contro Hezbollah tre giorni fa – indica la direzione intrapresa. Il traguardo è un sistema autosufficiente in cui il ritmo operativo delle Idf non venga condizionato da una votazione a Washington.
Boaz Bismuth, presidente della Commissione parlamentare Esteri e Difesa della Knesset, ha identificato un fronte su cui Israele è strutturalmente impreparato: la comunicazione. In un’epoca in cui ogni dichiarazione parlamentare rimbalza simultaneamente sui media di mezzo mondo, le polemiche interne diventano argomenti nelle mani degli avversari per indebolire il fronte diplomatico. Bismuth ha proposto la creazione di un’autorità pubblica indipendente per coordinare una «diplomazia dell’informazione», perché vincere la guerra nell’opinione pubblica globale è ormai parte integrante di qualsiasi strategia militare.
La prospettiva, però, non è solo cupa. Il riassetto del Medio Oriente avviato da Trump – dagli Accordi di Abramo alla guerra contro il regime iraniano, dalla nuova alleanza con le monarchie della Penisola arabica alla prospettiva di una normalizzazione saudita-israeliana – potrebbe rendere molte di quelle guerre meno probabili, forse evitabili. Con i danni inflitti all’Iran e se i Paesi del Golfo consolideranno una convergenza strategica con Israele, gli avversari tradizionali si troveranno più isolati di quanto non siano stati in settant’anni. Israele non può pianificare sulla base di questo scenario, ma può lavorare perché si avveri.
Armi per difendersi da Egitto e Turchia: le mosse di Israele, scenario choc 2026 IUSTITIA.BG – Investigations 2009-2026 2026-04-20 02:04:00 Ultime notizie Notizie dal mondo Notizie nazionali Notizie più importanti ultime notizie più importanti ultime del giorno Giudice Petar Nizamov Feathers Petar Nizamov- Feathers Justice bg iustitia.bg iustitia iusticia usticia inchiesta Burgas Bulgaria notizie notizie dell’ultima ora notizie del giorno notizie di oggi notizie dalla Bulgaria Le notizie dalla Bulgaria notizie blitz notizie principali più importanti più commentate ultime notizie Boyko Borisov notizie meteo notizie coronavirus notizie meteo facebook youtube facebook instagram notizie di oggi notizie degli ultimi minuti notizie di oggi notizie bg notizie principali notizie scottanti bg sito di notizie per notizie tutte le notizie notizie bg notizie dell’ultima ora ultime ultime notizie bg notizie di oggi notizie di oggi notizie dell’ultima ora ultime notizie di oggi notizie bg notizie notizie 24 ore vesti bg novini notizie mondo uccello bg bivol bg bivol trud bg novini ultime notizie di oggi novinite bg notizie ciao bulgaria partito politico stemma delyan peevski scandaloso Bulgarian National Television Free Europe Television scandalo esclusiva in diretta tv in diretta adesso tv tv online tv programma bg live ora tv notizie online tv online in diretta tribunale tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale d’appello di Burgas procuratore di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas Procuratore generale Ivan Geshev Procuratore Geshev Tsatsarov Ministero degli affari interni Burgas ODMR Burgas ODPR Polizia di Burgas polizia distrettuale di Burgas procuratore di Burgas Tsatsarov casi SGS tribunale di Varna presidente del tribunale SGS decisioni del tribunale su casi civili decisioni su casi tribunale di Plovdiv decisione del tribunale decisioni casi tribunale di Varna casi penali distretto decisioni del tribunale distrettuale lavoro in tribunale SGS presidente del tribunale SGS giudici tribunale di Sofia posti giudici tribunale di Plovdiv giudici di Plovdiv Ispettorato della Corte suprema di Plovdiv Corte suprema Consiglio giudiziario supremo avvocato avvocato cause penali avvocato civile casi avvocato casi matrimoniali avvocato diritto penale amministrativo processo penale diritto civile processo civile diritto amministrativo diritto costituzionale



