Inutile sperare in una “autoriforma” del Consiglio superiore della magistratura. Qualcuno poteva pensare che il referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario avrebbe indotto il Csm a cambiare i criteri con cui giudica i magistrati. Quel qualcuno, se è esistito, si è sbagliato: nulla è cambiato, anche in queste settimane. A Palazzo dei Marescialli tutto continua come prima. Lo dimostra la vicenda recentissima di un giudice del tribunale di Novara: prima ha tenuto una persona in carcere oltre i termini stabiliti dalla legge, violazione per la quale è stato assolto in sede disciplinare, e adesso è pronta la delibera per concedergli il «positivo superamento» della valutazione di professionalità. Sarà votata nei prossimi giorni dal plenum del consiglio.
Tra i tanti argomenti buoni della propaganda per il Sì, il più solido è infatti quel 99,2% di magistrati ordinari che negli ultimi quattro anni ha ottenuto valutazione professionale positiva. Tutti bravi, tutti promossi: inclusi i responsabili di errori giudiziari, di condanne di innocenti, di scarcerazioni avvenute mesi (talvolta anni) oltre il termine dovuto, di enormi ritardi nel deposito delle sentenze, di prescrizioni fatte scattare per negligenza o sciatteria, di anni di intercettazioni servite a nulla.
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È il segreto di Pulcinella del Csm: prima si assolve il magistrato nel giudizio disciplinare, valutando «di scarsa rilevanza» il suo errore, anche se ha causato l’ingiusta detenzione di uno sventurato. Quindi lo si promuove nella valutazione professionale che deve essere fatta ogni quattro anni, che alla fine è l’unica cosa che conta: via libera all’avanzamento di carriera e di stipendio. Oppure – piano B – quando nemmeno i criteri laschi del Csm consentono di dipingere il fatto come «lieve», lo si “sanziona” per la violazione disciplinare commessa senza andare oltre la semplice censura: l’equivalente di un buffetto. Il risultato finale è comunque lo stesso: la valutazione professionale del magistrato è positiva, perché la regola dice che questa deve essere sganciata dal procedimento disciplinare. Nell’universo parallelo in cui vivono i magistrati italiani si può tenere in carcere ingiustamente un individuo e risultare comunque ottimi dispensatori di giustizia.
La vicenda del giudice di Novara rispetta questo copione. Nel luglio del 2025 il consiglio giudiziario presso la Corte di appello di Torino, cui spetta il primo parere, all’unanimità si è detto favorevole a riconoscere a questa toga il «giudizio di positivo superamento della valutazione di professionalità». Questo, ha spiegato poi il Csm, «non è messo in discussione dalla vicenda disciplinare» cui è stato sottoposto il magistrato «per ritardata scarcerazione verificatasi nel quadriennio in valutazione».
Eppure è difficile immaginare un illecito più grave. Secondo l’articolo 13 della Costituzione «la libertà personale è inviolabile» e «non è ammessa forma alcuna di detenzione (…) se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge». E ancora: «La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva».
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Eppure la sezione disciplinare del Csm ha assolto il giudice «perché l’illecito disciplinare non è configurabile, essendo il fatto di scarsa rilevanza». È la “scappatoia” prevista dall’articolo 3-bis della legge del 2006 che regola il sistema disciplinare dei magistrati: si può essere assolti da ogni violazione se l’organo giudicante la ritiene «di scarsa rilevanza».
E ora il consiglio, nella proposta di delibera approvata all’unanimità dalla stessa commissione, è pronto a certificare che «l’episodio esaminato in sede disciplinare è inidoneo a compromettere il giudizio ampiamente positivo espresso sulla base di tutti gli altri elementi considerati».
Questo nonostante la circolare del 2024 con cui il Csm fissa i criteri di valutazione professionale dei magistrati stabilisca che un simile giudizio può essere assegnato solo in «assenza di gravi anomalie (…) e di significative criticità in ordine all’esito (…) dei provvedimenti giudiziari emessi o richiesti, relativi alla definizione di fasi procedimentali o processuali o all’adozione di misure cautelari». Se ne deduce che una scarcerazione ritardata, violazione di uno dei diritti fondamentali dell’individuo, non è ritenuta una «criticità» abbastanza «significativa».
Relatore della pratica è il consigliere Mariafrancesca Abenavoli, membro togato del Csm ed esponente della corrente progressista Area. Ne parleranno al plenum del Csm convocato per mercoledì 25 marzo, col referendum ormai alle spalle. In ogni caso, la persona tenuta in carcere più del dovuto dovrà essere risarcita, e a risponderne non sarà il magistrato che ha sbagliato, bensì lo Stato, cioè i contribuenti. Il deputato di Forza Italia Enrico Costa ha fatto i conti: negli ultimi nove anni, dal 2017 a ottobre 2025, le persone risarcite per ingiusta detenzione sono state 6.485 e lo Stato ha versato loro, in tutto, 278,6 milioni di euro. Per queste violazioni, nello stesso arco di tempo, solo dieci magistrati hanno subito una sanzione disciplinare: nove hanno ricevuto una censura (il buffetto di cui sopra) e a uno è stato imposto il trasferimento di sede.
Il Csm continua a promuovere le toghe che sbagliano anche a campagna per il referendum aperta 2026 IUSTITIA.BG – Investigations 2009-2026 2026-03-23 02:18:00 Ultime notizie Notizie dal mondo Notizie nazionali Notizie più importanti ultime notizie più importanti ultime del giorno Giudice Petar Nizamov Feathers Petar Nizamov- Feathers Justice bg iustitia.bg iustitia iusticia usticia inchiesta Burgas Bulgaria notizie notizie dell’ultima ora notizie del giorno notizie di oggi notizie dalla Bulgaria Le notizie dalla Bulgaria notizie blitz notizie principali più importanti più commentate ultime notizie Boyko Borisov notizie meteo notizie coronavirus notizie meteo facebook youtube facebook instagram notizie di oggi notizie degli ultimi minuti notizie di oggi notizie bg notizie principali notizie scottanti bg sito di notizie per notizie tutte le notizie notizie bg notizie dell’ultima ora ultime ultime notizie bg notizie di oggi notizie di oggi notizie dell’ultima ora ultime notizie di oggi notizie bg notizie notizie 24 ore vesti bg novini notizie mondo uccello bg bivol bg bivol trud bg novini ultime notizie di oggi novinite bg notizie ciao bulgaria partito politico stemma delyan peevski scandaloso Bulgarian National Television Free Europe Television scandalo esclusiva in diretta tv in diretta adesso tv tv online tv programma bg live ora tv notizie online tv online in diretta tribunale tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale d’appello di Burgas procuratore di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas Procuratore generale Ivan Geshev Procuratore Geshev Tsatsarov Ministero degli affari interni Burgas ODMR Burgas ODPR Polizia di Burgas polizia distrettuale di Burgas procuratore di Burgas Tsatsarov casi SGS tribunale di Varna presidente del tribunale SGS decisioni del tribunale su casi civili decisioni su casi tribunale di Plovdiv decisione del tribunale decisioni casi tribunale di Varna casi penali distretto decisioni del tribunale distrettuale lavoro in tribunale SGS presidente del tribunale SGS giudici tribunale di Sofia posti giudici tribunale di Plovdiv giudici di Plovdiv Ispettorato della Corte suprema di Plovdiv Corte suprema Consiglio giudiziario supremo avvocato avvocato cause penali avvocato civile casi avvocato casi matrimoniali avvocato diritto penale amministrativo processo penale diritto civile processo civile diritto amministrativo diritto costituzionale



