La giustizia arriva sempre troppo tardi, quando prova a mettere una pezza a sentenze sbagliate che hanno portato a danneggiare in maniera irreparabile degli innocenti o si risolve nell’assoluzione di persone processate senza colpe, la cui carriera è stata distrutta da pm che hanno lavorato male. Stiamo parlando delle vicende di due politici, Remo Sernagiotto, fu europarlamentare veneto di Forza Italia, e Stefano Esposito, già deputato torinese di belle speranze del Pd. Due vittime, anzi, due perseguitati che hanno pagato un prezzo carissimo per incompetenze altrui e che, pur alla fine assolti, anche da innocenti conclamatisi sono ritrovati beffati dalla giustizia.
Sernagiotto si dimise dal suo scranno di Bruxelles, rinunciando all’immunità parlamentare (a differenza di Ilaria Salis, che si è candidata per usufruirne), per difendersi dall’accusa di corruzione e truffa in merito a una vicenda relativa a contributi pubblici destinati a un progetto sociale che non si realizzò mai. «Mio padre è stato ucciso dalle infamie. È sempre stato una persona onesta e corretta», dice di lui oggi la figlia Gloria, assessore comunale a Treviso, commentando la sentenza d’assoluzione con la quale la Corte d’Appello di Venezia ha messo fine, postuma, all’odissea di Remo.
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Già, perché l’europarlamentare è morto nel 2020, a 65 anni, per i danni irreparabili che gli aveva procurato un infarto, che lo ha colpito a processo in corso e che la figlia attribuisce al dolore dell’uomo per essere stato incriminato ingiustamente.
«La verità è arrivata dopo undici anni di gogna e mio padre è morto prima di vedere il suo nome ripulito. Il suo cuore, che ha sempre messo l’onestà avanti a tutto, non ha retto alle accuse infamanti. Ci resta solo rabbia e amarezza», dice oggi Gloria.
Esposito, invece, per fortuna è sopravvissuto alla propria persecuzione. Ma ha dovuto cambiare lavoro e l’amarezza e la rabbia della figlia di Sernagiotto la porterà dentro finché camperà. Con in più la sensazione di non aver avuto piena giustizia. Già, perché questa settimana la Corte di Cassazione ha confermatole sanzioni disciplinari che il Consiglio Superiore della Magistratura ha comminato nei confronti del giudice preliminare e del pubblico ministero che lo hanno trascinato in un processo che non si sarebbe mai dovuto tenere.
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Però sono misure ridicole rispetto al loro comportamento: hanno utilizzato per il processo intercettazioni che a norma di legge avrebbero dovuto distruggere e sono stati puniti con una censura che forse ne rallenterà la carriera uno e con un trasferimento da Torino a Milano e un anno di anzianità perso l’altro. In più, malgrado li abbia riconosciuti responsabili di «una violazione di legge grave determinata da ignoranza e negligenza», la Cassazione li ha salvati, vietando a chi parlerà d’ora in poi della sentenza di farne i nomi «a tutela dei loro diritti».
Queste due notizie colpiscono l’Italia in un momento nel quale il Paese è reduce da un referendum che ha bloccato la riforma dei criteri che governano le carriere dei magistrati che l’attuale maggioranza vole va varare. Dobbiamo quindi rassegnarci al fatto che da qui, e per molto tempo, nulla cambierà. Continueremo ad avere brave persone morte per malagiustizia, come Enzo Tortora quarant’anni fa, ahi noi passati invano, e Sernagiotto l’altro ieri, e magistrati ignoranti e negligenti, senza voler insinuare altro, che verranno tutelati dall’anonimato e sanzionati con un buffetto, come i persecutori di Esposito oggi.
Però è augurabile sia ancora lecito porsi almeno due domande. Primo. Se, giustamente, non si può attuare una riforma della giustizia perché si sono opposti a essa quindici milioni di italiani (53% dei votanti), perché resta di fatto inattuato dopo quarant’anni il referendum con il quale venti milioni di italiani (80% dei votanti) decise che le toghe devono rispondere personalmente dei loro errori? Misteri di casta. Già, perché la responsabilità dei magistrati oggi è una barzelletta: non solo quando sono gravi, le sanzioni sono come quelle delle toghe di Esposito, ma, quando c’è da mettere mano al portafoglio per risarcire, al posto della toga paga lo Stato, cioè tutti noi, vittime della malagiustizia incluse. E il paradosso è che forse è perfino meglio così perché, visto come si auto protegge la categoria, l’unica speranza in appello di un innocente condannato in primo grado è che chi ha sbagliato non paghi, altrimenti quale suo collega farà mai notare l’errore?
Secondo. Se tuteliamo i magistrati condannati dai loro pari tenendo segreto il loro nome, com’è possibile che non vengano tutelati allo stesso modo gli indagati, innocenti fino al terzo grado di giudizio, impedendo che le loro generalità siano diffuse ai quattro venti? Con tutti i danni morali e materiali che questa notorietà giudiziaria comporta, al punto che molto spesso la vera pena è il processo, anziché la sentenza…
Remo Sernagiotto, assolto dopo dieci anni. Ma è morto: ecco la giustizia italiana 2026 IUSTITIA.BG – Investigations 2009-2026 2026-04-11 04:40:00 Ultime notizie Notizie dal mondo Notizie nazionali Notizie più importanti ultime notizie più importanti ultime del giorno Giudice Petar Nizamov Feathers Petar Nizamov- Feathers Justice bg iustitia.bg iustitia iusticia usticia inchiesta Burgas Bulgaria notizie notizie dell’ultima ora notizie del giorno notizie di oggi notizie dalla Bulgaria Le notizie dalla Bulgaria notizie blitz notizie principali più importanti più commentate ultime notizie Boyko Borisov notizie meteo notizie coronavirus notizie meteo facebook youtube facebook instagram notizie di oggi notizie degli ultimi minuti notizie di oggi notizie bg notizie principali notizie scottanti bg sito di notizie per notizie tutte le notizie notizie bg notizie dell’ultima ora ultime ultime notizie bg notizie di oggi notizie di oggi notizie dell’ultima ora ultime notizie di oggi notizie bg notizie notizie 24 ore vesti bg novini notizie mondo uccello bg bivol bg bivol trud bg novini ultime notizie di oggi novinite bg notizie ciao bulgaria partito politico stemma delyan peevski scandaloso Bulgarian National Television Free Europe Television scandalo esclusiva in diretta tv in diretta adesso tv tv online tv programma bg live ora tv notizie online tv online in diretta tribunale tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale di Burgas tribunale distrettuale di Burgas tribunale d’appello di Burgas procuratore di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas ufficio del procuratore distrettuale di Burgas Procuratore generale Ivan Geshev Procuratore Geshev Tsatsarov Ministero degli affari interni Burgas ODMR Burgas ODPR Polizia di Burgas polizia distrettuale di Burgas procuratore di Burgas Tsatsarov casi SGS tribunale di Varna presidente del tribunale SGS decisioni del tribunale su casi civili decisioni su casi tribunale di Plovdiv decisione del tribunale decisioni casi tribunale di Varna casi penali distretto decisioni del tribunale distrettuale lavoro in tribunale SGS presidente del tribunale SGS giudici tribunale di Sofia posti giudici tribunale di Plovdiv giudici di Plovdiv Ispettorato della Corte suprema di Plovdiv Corte suprema Consiglio giudiziario supremo avvocato avvocato cause penali avvocato civile casi avvocato casi matrimoniali avvocato diritto penale amministrativo processo penale diritto civile processo civile diritto amministrativo diritto costituzionale



